{"id":2867,"date":"2016-09-29T16:25:28","date_gmt":"2016-09-29T15:25:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.crid1418.org\/temoins\/?p=2867"},"modified":"2016-09-29T16:25:28","modified_gmt":"2016-09-29T15:25:28","slug":"baracca-francesco-1888-1918","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crid1418.org\/temoins\/2016\/09\/29\/baracca-francesco-1888-1918\/","title":{"rendered":"Baracca, Francesco (1888-1918)"},"content":{"rendered":"<p><em>Nos amis Irene Guerrini et Marco Pluviano nous ont envoy\u00e9 cette notice. Nous en donnons le texte original en italien, afin de marquer le caract\u00e8re international de ce dictionnaire. Il est suivi de la traduction.<\/em><\/p>\n<p>Francesco Baracca nasce a Lugo di Romagna, importante centro agricolo e commerciale della provincia di Ravenna, il 9 maggio 1888, in una delle principali famiglie della citt\u00e0. Il padre, Enrico, \u00e8 un ricco possidente terriero. E\u2019un massone, ed \u00e8 molto ben inserito nella \u00e9lite di un\u2019area che travalica Lugo, per comprendere anche altri importanti centri agricoli vicini: un territorio florido ma attraversato da forti contrasti politici e sociali, la cui agricoltura si sta modernizzando. La madre, Paola appartiene ad una famiglia dell\u2019aristocrazia provinciale, i conti Biancoli e, al contrario del marito, \u00e8 molto religiosa.<br \/>\nFrancesco frequenta il liceo a Firenze, per poi iscriversi all\u2019Accademia militare di Modena. La sua scelta non rientra nelle tradizioni di famiglia, e infatti il padre dapprima non la approva: avrebbe preferito che si dedicasse all\u2019amministrazione della prospera azienda di famiglia. Francesco alla fine ottiene il suo consenso, anche grazie al sostegno materno, e inizia i corsi all\u2019Accademia nell\u2019autunno 1907, per diplomarsi nell\u2019estate del 1909. Dopo aver frequentato il corso annuale presso la Scuola di applicazione di cavalleria, nel luglio 1910 viene nominato sottotenente di uno dei reparti di maggior prestigio, il 2\u00b0 Reggimento di Cavalleria Piemonte Reale. Per due anni divide il proprio tempo tra i doveri militari, la passione per l\u2019equitazione, e la vita brillante di Roma, dove \u00e8 di guarnigione. La svolta nella vita, personale e militare, giunger\u00e0 nel 1912 quando, forse ispirato dalle imprese degli aviatori italiani in Libia (molti dei quali erano cavaleggeri), o forse dalla pi\u00f9 generale passione per i motori e la tecnologia che pervade quegli anni, chiede di partecipare ai corsi per ottenere il brevetto da aviatore. E a inizio maggio 1912 giunge in Francia, a Reims, presso la scuola di volo del costruttore aeronautico Hanriot dove, il 9 luglio, otterr\u00e0 il brevetto numero 1.037.<br \/>\nTornato in Italia vivr\u00e0 le oscillanti vicende dei primi reparti di aviazione, dei quali l\u2019Esercito non ha ancora deciso che uso fare. Al termine dei lunghi mesi di incertezza e tensione della neutralit\u00e0 italiana, verr\u00e0 ancora una volta inviato in Francia per addestrarsi sui nuovi aerei che saranno forniti all\u2019Italia. Giunger\u00e0 a Parigi il 23 maggio (il giorno precedente la dichiarazione di guerra italiana all\u2019Austria-Ungheria), e nelle lettere al padre descriver\u00e0 con passione la vita dei reparti aeronautici combattenti e gli scontri a cui ha occasione di assistere.<br \/>\nBaracca torner\u00e0 in patria alla fine di luglio, e inizier\u00e0 per lui la guerra aviatoria come pilota da caccia. Un\u2019esperienza che dapprima non \u00e8 entusiasmante, ed \u00e8 anzi spesso frustrante: nessun duello, nessuna delle acrobazie a cui aveva assistito in Francia, solo routine e inferiorit\u00e0 tecnica rispetto al nemico. Deve aspettare il 7 aprile 1916 per ottenere la prima vittoria, alla quale ne seguiranno altre trentatre, che lo renderanno il pilota italiano della Grande Guerra con il maggior numero di vittorie, cos\u00ec da essere soprannominato Asso degli assi. Sopravvissuto al disastro di Caporetto, verr\u00e0 ucciso il 19 giugno 1918 durante un volo di mitragliamento di truppe nemiche sul Montello durante l\u2019Offensiva del Solstizio austriaca.<br \/>\nLa vita di Baracca fu complessa, e non facilmente inquadrabile: amante della bella vita, delle donne, del teatro d\u2019opera, del ballo, ma anche soldato serio, preciso e coscienzioso; coraggioso ma poco incline a comportamenti spericolati. Amante della tecnica e della tecnologia, ma anche del coraggio e dell\u2019ardimento e di valori tradizionali quali quelli della cavalleria. Estremamente affezionato alla madre, ma desideroso di condurre una vita autonoma, tanto da non accennarle mai a nessuna delle sue numerose relazioni amorose, e da indirizzare principalmente al padre le lettere dalla Francia durante i due periodi di addestramento.<br \/>\nTutte queste caratteristiche di Francesco Baracca emergono dal suo epistolario, a cui si deve aggiungere un diario che copre il periodo 21 agosto 1915 \u2013 11 aprile 1916. Le lettere note sono ben pi\u00f9 di un centinaio, e vanno dagli anni del liceo ai giorni precedenti la morte. La grande maggioranza sono destinate alla madre, e una pi\u00f9 piccola aliquota al padre; \u00e8 per\u00f2 certo che Francesco scrisse con grande frequenza anche ad amici, fidanzate e amanti, conoscenti di entrambi i sessi. Infatti, nelle lettere che questi gli indirizzarono vi sono frequenti riferimenti alle sue missive. La presenza sovrabbondante delle lettere ai genitori \u00e8 dovuta a due ragioni: da un lato, il legame forte e moderno (usavano il tu e non il voi) che univa madre e figlio, e una certa complicit\u00e0 maschile che lo legava al padre; dall\u2019altro il fatto che la famiglia ha trasformato le lettere del figlio in una sorta di memoriale, donandole alla Biblioteca Comunale di Lugo \u201cF. Trisi\u201d, ed al Museo del Risorgimento di Milano e, in minor misura, anche alla 91\u00aa Squadriglia da caccia, il reparto che comandava.<br \/>\nEgli fu dunque un corrispondente attento, che utilizzava le lettere per mantenere vivi i rapporti interpersonali di tutti i tipi, ma anche per trasmettere la propria visione della guerra e, prima, della vita militare. Durante il conflitto, poi, le lettere serviranno anche a trasmettere alla madre, e tramite lei ad un assai pi\u00f9 ampio uditorio, l\u2019immagine di s\u00e9 che gli aviatori iniziavano a costruire. Non sono infrequenti le lamentele contro la scarsa considerazione nella quale sarebbero tenuti gli aviatori e ancor pi\u00f9, nella prima fase del conflitto, contro la cattiva organizzazione dei singoli reparti e della specialit\u00e0 aviatoria nel suo complesso. Ma quella che emerge con vigore dalle lettere \u00e8 la descrizione dell\u2019esperienza del volo e del combattimento, anche con attenzione alla percezione che di essi ha chi \u00e8 a terra. Ad esempio, riferendosi alla sua vittoria dell\u201911 febbraio 1917, scrive alla madre: \u201cImmagina quale spettacolo hanno veduto da terra tutta Udine e decine di migliaia di persone! Quattro o cinque apparecchi a 150, 170 chilometri all\u2019ora, a poche decine di metri gli uni dagli altri, fra il fuoco delle mitragliatrici\u201d.<br \/>\nFrancesco Baracca \u00e8 quindi, attraverso le sue lettere, il testimone italiano pi\u00f9 attento di un tipo di guerra completamente nuova: quella aerea. Con la sua scrittura formalmente corretta, priva di voli pindarici e dei facili eroismi che popolano le lettere di tanti giovani ufficiali, riesce a rendere la difficolt\u00e0 del volo e la sua pericolosit\u00e0 nonostante l\u2019autocensura che applica alle situazioni pi\u00f9 pericolose per moderare l\u2019apprensione materna.<br \/>\nLe lettere di Baracca sono quindi atipiche nel contesto dei giovani ufficiali: nonostante l\u2019et\u00e0 dello scrivente, che morir\u00e0 a 30 anni appena compiuti, sembrano inviate da un uomo maturo che abbina ad un forte patriottismo e a un\u2019accettazione convinta del conflitto, la coscienza della sua durezza e ferocia.<br \/>\nAlcune lettere di Baracca o parti di esse sono state utilizzate in volumi a lui dedicati, a partire dagli anni Venti del Novecento. Anche nel nostro volume \u201cFrancesco Baracca una vita al volo. Guerra e privato di un mito dell\u2019aviazione\u201d (Udine, 2000), abbiamo utilizzato largamente la sua corrispondenza e il diario.<br \/>\nIrene Guerrini et Marco Pluviano, septembre 2016<\/p>\n<p>Traduction :<br \/>\nFrancesco Baracca est n\u00e9 le 9 mai 1888 \u00e0 Lugo di Romagna, important centre agricole et commercial de la province de Ravenne, dans une des familles principales de la ville. Son p\u00e8re, Enrico, est un riche propri\u00e9taire terrien. Il est franc-ma\u00e7on et tr\u00e8s bien ins\u00e9r\u00e9 dans l\u2019\u00e9lite du territoire qui, en plus de Lugo, comprend d\u2019autres importants centres agricoles voisins : une r\u00e9gion florissante mais travers\u00e9e de forts contrastes politiques et sociaux, dont l\u2019agriculture est en pleine modernisation. La m\u00e8re, Paola, appartient \u00e0 une famille de l\u2019aristocratie de la province, celle des comtes Biancoli, et, au contraire de son mari, elle est tr\u00e8s port\u00e9e sur la religion.<br \/>\nFrancesco fr\u00e9quente le lyc\u00e9e \u00e0 Florence, puis s\u2019inscrit \u00e0 l\u2019Acad\u00e9mie militaire de Mod\u00e8ne. Ce choix ne correspond pas aux traditions familiales et son p\u00e8re, d\u2019abord, ne l\u2019approuve pas : il aurait pr\u00e9f\u00e9r\u00e9 qu\u2019il se consacre \u00e0 la gestion de la prosp\u00e8re exploitation familiale. Francesco obtient enfin son consentement, gr\u00e2ce aussi au soutien de sa m\u00e8re. Il commence ses cours \u00e0 l\u2019Acad\u00e9mie \u00e0 l\u2019automne 1907 et en sort dipl\u00f4m\u00e9 en \u00e9t\u00e9 1909. Apr\u00e8s un an de cours \u00e0 l\u2019Ecole d\u2019application de la cavalerie, il est nomm\u00e9 sous-lieutenant en juillet 1910 dans une des unit\u00e9s de plus grand prestige, le 2e r\u00e9giment de cavalerie Piemonte Reale. Pendant deux ans, il partage son temps entre ses devoirs militaires, sa passion pour l\u2019\u00e9quitation et la vie brillante de Rome o\u00f9 il est en garnison. Le tournant de sa vie personnelle et militaire se produit en 1912 quand, peut-\u00eatre inspir\u00e9 par l\u2019action des aviateurs italiens en Libye (plusieurs d\u2019entre eux sont des cavaliers), ou par la passion plus g\u00e9n\u00e9rale pour les moteurs et la technologie qui marque ces ann\u00e9es-l\u00e0, il choisit de suivre les cours pour obtenir le brevet de pilote. Au d\u00e9but de mai 1912, en France, \u00e0 Reims, il rejoint l\u2019\u00e9cole de pilotage du constructeur a\u00e9ronautique Hanriot o\u00f9, le 9 juillet, il obtient le brevet n\u00b0 1037. De retour en Italie, il constate les tergiversations de l\u2019Arm\u00e9e quant aux premi\u00e8res unit\u00e9s a\u00e9riennes : elle n\u2019avait pas d\u00e9cid\u00e9 de l\u2019usage qu\u2019elle allait en faire. Au bout des longs mois d\u2019incertitude et de tension durant la p\u00e9riode de neutralit\u00e9 de l\u2019Italie, il est encore une fois envoy\u00e9 en France pour s\u2019entrainer sur les nouveaux avions qui seraient fournis \u00e0 l\u2019Italie. Il arrive \u00e0 Paris le 23 mai (le jour pr\u00e9c\u00e9dant la d\u00e9claration de guerre de l\u2019Italie \u00e0 l\u2019Autriche-Hongrie) et, dans de nombreuses lettres \u00e0 son p\u00e8re, il d\u00e9crit avec passion la vie des unit\u00e9s a\u00e9riennes combattantes et les affrontements auxquels il a eu l\u2019occasion d\u2019assister.<br \/>\nBaracca revient dans sa patrie \u00e0 la fin de juillet 1915, et commence pour lui la guerre dans l\u2019aviation comme pilote de chasse. C\u2019est une exp\u00e9rience qui, au d\u00e9but, n\u2019est pas enthousiasmante, mais souvent frustrante : aucun duel, aucune des acrobaties auxquelles il avait assist\u00e9 en France, seulement la routine et l\u2019inf\u00e9riorit\u00e9 technique par rapport \u00e0 l\u2019ennemi. Il doit attendre le 7 avril 1916 pour obtenir sa premi\u00e8re victoire, \u00e0 laquelle vont succ\u00e9der trente-trois autres qui ont fait de lui le pilote italien de la Premi\u00e8re Guerre mondiale avec le plus de victoires, l\u2019As des As. Apr\u00e8s le d\u00e9sastre de Caporetto, il est tu\u00e9 le 19 juin 1918 au cours d\u2019un vol de mitraillage des troupes ennemies sur le Montello, pendant l\u2019offensive autrichienne dite du Solstice.<br \/>\nLa vie de Baracca est complexe et difficile \u00e0 glisser dans un cadre: amant de la belle vie, des femmes, de l\u2019op\u00e9ra, du bal, mais aussi soldat s\u00e9rieux, pr\u00e9cis et consciencieux, courageux mais peu enclin \u00e0 des comportements inutilement p\u00e9rilleux. Passionn\u00e9 par la technique et la technologie, courageux, il \u00e9tait marqu\u00e9 par les valeurs traditionnelles telles que celles de la cavalerie. Plein d\u2019affection pour sa m\u00e8re, il \u00e9tait cependant d\u00e9sireux de mener une vie autonome jusqu\u2019\u00e0 ne parler \u00e0 personne de ses nombreuses relations amoureuses, et il adressa de pr\u00e9f\u00e9rence \u00e0 son p\u00e8re les lettres de France pendant ses deux p\u00e9riodes d\u2019entrainement.<br \/>\nToutes ces caract\u00e9ristiques de Francesco Baracca apparaissent dans sa correspondance, \u00e0 laquelle il faut ajouter un journal personnel qui couvre la p\u00e9riode du 21 ao\u00fbt 1915 au 11 avril 1916. Il y a bien plus d\u2019une centaine de lettres qui vont des ann\u00e9es de lyc\u00e9e jusqu\u2019aux jours pr\u00e9c\u00e9dant sa mort. La grande majorit\u00e9 sont adress\u00e9es \u00e0 sa m\u00e8re et une plus petite quantit\u00e9 \u00e0 son p\u00e8re, mais il est certain que Francesco \u00e9crivait tr\u00e8s fr\u00e9quemment aussi \u00e0 ses amis des deux sexes, \u00e0 ses fianc\u00e9es et amantes. En effet, dans les lettres qu\u2019ils lui envoyaient, se trouvent de fr\u00e9quentes r\u00e9f\u00e9rences \u00e0 son propre courrier. La pr\u00e9sence surabondante des lettres \u00e0 ses parents est due \u00e0 deux raisons : d\u2019un c\u00f4t\u00e9, le lien fort et moderne (usage du \u201ctu\u201d et non du \u201cvous\u201d) qui unissait la m\u00e8re et le fils, et une certaine complicit\u00e9 masculine qui le reliait \u00e0 son p\u00e8re ; de l\u2019autre, le fait que la famille a transform\u00e9 les lettres du fils en une sorte de m\u00e9morial confi\u00e9 \u00e0 la biblioth\u00e8que municiple F. Trisi de Lugo, et au mus\u00e9e du Risorgimento de Milan, et, dans une moindre mesure \u00e0 la 91e escadrille de chasse, l\u2019unit\u00e9 que Francesco commandait.<br \/>\nIl fut donc un correspondant attentif qui utilisait sa correspondance pour maintenir vivants les rapports interpersonnels de toute sorte, mais aussi pour faire connaitre sa propre vision de la guerre, et d\u2019abord de la vie militaire. Pendant le conflit, les lettres servaient aussi \u00e0 transmettre \u00e0 sa m\u00e8re et, par son interm\u00e9diaire, \u00e0 un auditoire beaucoup plus large, l\u2019image de soi que les aviateurs commen\u00e7aient \u00e0 fa\u00e7onner. Ses lamentations portaient sur la consid\u00e9ration p\u00e9jorative dans laquelle \u00e9taient tenus les aviateurs et, encore plus, dans la premi\u00e8re phase de la guerre, sur la mauvaise organisation des unit\u00e9s et la mauvaise compr\u00e9hension des particularit\u00e9s complexes de l\u2019aviation. Mais ce qui \u00e9merge avec vigueur des lettres, c\u2019est la description de l\u2019exp\u00e9rience du combat en vol, avec aussi la perception attentive de ce qu\u2019on voyait au sol. Par exemple, \u00e0 propos de sa victoire du 11 f\u00e9vrier 1917, il \u00e9crivait \u00e0 sa m\u00e8re : \u201cImagine quel spectacle j\u2019ai vu vers le bas, tout Udine et des dizaines de milliers de gens ! Quatre ou cinq appareils volant \u00e0 150 ou 170 kilom\u00e8tres \u00e0 l\u2019heure, peu \u00e9loign\u00e9s les uns des autres, dans le feu des mitrailleuses.\u201d<br \/>\nFrancesco Baracca est ainsi, \u00e0 travers ses lettres, le t\u00e9moin italien le plus attentif de ce type de guerre compl\u00e8tement nouveau : la guerre a\u00e9rienne. Par son \u00e9criture de forme correcte, d\u00e9pourvue d\u2019exag\u00e9rations rh\u00e9toriques et des h\u00e9ro\u00efsmes faciles qui remplissent les lettres de tant de jeunes officiers, il r\u00e9ussit \u00e0 rendre les difficult\u00e9s du vol et ses dangers, en tenant compte de l\u2019autocensure qu\u2019il applique aux situations les plus p\u00e9rilleuses pour att\u00e9nuer l\u2019appr\u00e9hension maternelle.<br \/>\nLes lettres de Baracca sont atypiques parmi celles des jeunes officiers. Lui-m\u00eame \u00e9tait jeune : il est mort \u00e0 30 ans \u00e0 peine. Mais elles semblent \u00e9crites par un homme m\u00fbr qui ajoutait \u00e0 un fort patriotisme et \u00e0 une acceptation convaincue du conflit, la conscience de sa duret\u00e9 et de sa f\u00e9rocit\u00e9.<br \/>\nDes lettres de Baracca ou des extraits de celles-ci ont \u00e9t\u00e9 utilis\u00e9es dans des livres qui lui sont consacr\u00e9s, \u00e0 partir des ann\u00e9es 1920. Dans notre livre, <em>Francesco Baracca, una vita al volo. Guerra e privato di un mito dell\u2019aviazione<\/em> (Udine, 2000), nous avons aussi largement utilis\u00e9 sa correspondance et son journal personnel.<br \/>\nIrene Guerrini et Marco Pluviano, septembre 2016. (<em>Traduit par R\u00e9my Cazals.<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nos amis Irene Guerrini et Marco Pluviano nous ont envoy\u00e9 cette notice. Nous en donnons le texte original en italien, afin de marquer le caract\u00e8re international de ce dictionnaire. Il est suivi de la traduction. 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